La realtà giovanile a Macchia Valfortore.
Parlare di realtà giovanile a Macchia Valfortore di primo acchito potrebbe sembrare un argomento “audace”, addirittura inverosimile, quasi a voler rappresentare una sorta di sfida anche se in fondo si tratta di un discorso che potrebbe valere per qualsiasi altro paesino dell’area interna del Molise se non di tutta l’Italia o del mondo. Questo perché Macchia Valfortore – un meraviglioso paesino della regione da tutti ormai conosciuta perché “non esiste” – che ha la fortuna di affacciare sulle sponde dell’incantevole lago di Occhito, ha subìto nel corso degli ultimi decenni un forte spopolamento ritrovandosi ad avere una popolazione per lo più anziana e finendo così per poter contare su un numero, ahinoi, sempre più ristretto di giovani e giovanissimi. Dovendo necessariamente tralasciare considerazioni personali circa le cause che hanno incoraggiato questo “impoverimento”, con un pizzico di orgoglio posso affermare che, sebbene siano pochi, i giovani di Macchia Valfortore non solo “esistono” – per usare un termine ormai salito alla ribalta- ma con prorompenza fanno sentire la loro tenace presenza.
Stiamo parlando di quello stesso paesino che – alla stregua di altri piccoli centri- ha come punto di riferimento per i giovani e non solo, il bar – luogo di ritrovo per consumare colazioni e aperitivi, di sfide a carte e di tifo sfrenato quando a giocare in tv è la squadra del cuore, di piacevoli serate tra amici ma che – contrariamente a quanto si possa pensare – non è solo questo.
La cronaca quotidianamente ci ricorda quanto poco interesse ci sia da parte dei giovani per la realtà che li circonda, completamente immersi nel mondo virtuale dei social media, alla ricerca di un’identità all’interno del gruppo dei pari che porta ad omologarsi a modelli di riferimento alquanto discutibili. Esponenziale è infatti la crescita di episodi di bullismo e atti vandalici di vario tipo, con un considerevole abbassamento dell’età media di coloro che si avvicinano al mondo dell’alcol e delle droghe. Una generazione, inoltre, indubbiamente vittima di una pericolosa pandemia globale da covid 19 che – col disagio psicologico che ne è conseguito- se in alcuni casi ha aggravato la già perdurante mancanza di socialità tra i giovani, in altri ha incoraggiato forme “estreme” di socializzazione.
Ecco, se la cornice generale è quella di una generazione da un lato disinteressata al mondo in cui vive ma dall’altra parte fin troppo sveglia, costantemente alla ricerca di piaceri effimeri, da tenere in qualche modo a bada o addirittura prendere per la collottola prima che malauguratamente assuma derive inappropriate, la realtà macchiarola sotto questo punto di vista appare una pecora nera, uno spaccato di società assolutamente positivo. I giovani a Macchia Valfortore come dicevo prima, non solo “esistono” ma la loro partecipazione alla vita del paese è – fortunatamente – fortemente attiva.
Fiore all’occhiello del paesino di cinquecento anime è la società sportiva di calcio che ogni domenica scende in campo per disputare il campionato di eccellenza. Una squadra, quella dell’Asd Macchia Valfortore, che – caso più unico che raro- conta nella sua formazione ragazzi nati e cresciuti a Macchia, ben felici di battersi per onorare la maglia che indossano. Accanto alla società sportiva, Macchia Valfortore ha più volte dimostrato di avere alla guida un’amministrazione sempre propositiva nell’organizzare eventi e manifestazioni di natura più disparata, di carattere culturale come pure tradizionale, promuovendo momenti di convivialità ma anche di riflessione, interessata nel coinvolgere le nuove generazioni accanto a quelle più adulte. Ma non solo, un’amministrazione sempre pronta a fare da spalla all’associazione culturale Gente di Macchia che, nata dalle ceneri della vecchia Pro loco, milita sul territorio dal 2018. Non meno importante inoltre è la figura del parroco Don Stefano, il cui arrivo si è rivelato provvidenziale per la piccola comunità dal momento che con la sua dote di trascinatore – complice anche la sua giovane età, è stato in grado di riavvicinare i giovani alla chiesa, mostrandosi sempre disponibile in occasione di eventi paesani che coinvolgono o meno la parrocchia in senso stretto.
Più in generale, la forza del nostro paesino è dovuta ad un forte associazionismo informale pronto a rimboccarsi le maniche ogniqualvolta si presenti l’opportunità – che si tratti di una festa religiosa, di un evento sportivo o culturale- di mantenere viva la comunità.
Sulla scorta di tutto questo, l’amministrazione comunale di Macchia Valfortore sin da subito ha voluto sposare il progetto promosso dall’amico e vicino comune di Sant’Elia a Pianisi, intravedendo nello stesso un’ulteriore possibilità di fare rete sul territorio nonché di offrire ai ragazzi nuovi stimoli e opportunità di crescita, dialogo e socializzazione.









